venerdì 11 aprile 2014

Autovetture

Numerosissimi sono i riferimenti alle prime forme di autovetture all'interno de " La coscienza di Zeno".
Il primo lo troviamo nel capitolo riguardante la morte del padre della voce narrante. Il dottore Coprosich infatti, medico curante del padre di Zeno, colpito da un malore, afferma di  "aver dovuto venire a piedi perché a causa del violento uragano, non aveva trovato una vettura".

Dopo i primi prototipi di automobili ideati dall' eclettico a Leonardo Da Vinci in epoca Rinascimentale (mai costruiti) e nel Settecento da Cugnot (basati sul vapore), l'automobile come mezzo di trasporto valido e alternativo alla trazione animale si affermò nell'Ottocento.
Per la sua propulsione furono utilizzati numerosi e diversi motori con vari sistemi di alimentazione finché, dopo la prima guerra mondiale, il motore endotermico e la benzina si imposero dovunque su tutti gli altri.
Anche esteticamente l'automobile si sviluppò dai primi carri e carrozze direttamente derivati dai veicoli trainati dai cavalli verso forme sempre più autonome, tendenti da un lato a sfruttare le caratteristiche aerodinamiche del mezzo e dall'altro a fornire sempre maggior comfort ai passeggeri.

 Per ulteriori informazioni visitare la pagina:  http://it.wikipedia.org/wiki/Autovettura. (fonte di queste informazioni).
 Tuttavia, nell'epoca in cui è ambientato il racconto, le carrozze come mezzo di trasporto non erano ancora state abbandonate. Vengono infatti spesso citate:

"Entrai nel giardino che circonda la nostra villa. A questa si accedeva per una breve strada carrozzabile".

"All'altezza dei volti di Chiozza, vidi in lontananza il convoglio e mi parve persino di riconoscere la carrozza di un amico mandata al funerale per Ada".

Per ulteriori informazioni riguardanti la carrozza come mezzo di trasporto: http://it.wikipedia.org/wiki/Carrozza


                    
                     





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